Unifarco, nuova palazzina green con abeti abbattuti da Vaia

Roma, 28 ago. (Adnkronos) – Un edificio all’insegna della sostenibilità ambientale, costruito riducendo al massimo gli impatti. La nuova palazzina di Unifarco, inaugurata dopo poco più di un anno di lavori, possiede infatti una classe energetica A4, la più alta prevista dalla legge in vigore. Una caratteristica che, rispetto ad un edificio tradizionale, porta ad una riduzione annuale di 50 tonnellate di CO2 immesse nell’ambiente.
La costruzione, con una superficie complessiva di 2.000 mq, possiede un rivestimento esterno realizzato utilizzando gli abeti divelti durante il disastro del novembre 2018 causato nel bellunese dalla tempesta Vaia. Unifarco ha così recuperato 120 metri cubi di materiale. Anche l’impianto elettrico e tutti i corpi illuminanti contribuiscono a limitare gli sprechi: parte dell’energia elettrica utilizzata è fornita dall’impianto fotovoltaico presente sulla pensilina esterna dell’area adibita a mensa, mentre la tecnologia a led adottata in tutta la struttura favorisce il risparmio energetico.
Non solo. Oltre all’utilizzo del legname di Vaia concorrono all’eco-sostenibilità complessiva della struttura diverse altre misure: dalla coibentazione delle pareti perimetrali attraverso il tamponamento della struttura, con l’impiego di legname certificato Pefc, all’utilizzo di intonaco fonoassorbente per i soffitti, con una capacità di assorbire i suoni pari a tre volte quella di un prodotto tradizionale, fino al recupero dell’acqua piovana anche per l’irrigazione del verde.
Infine, la progettazione dell’impianto aeraulico (ventilazione, climatizzazione e condizionamento) è stata pensata seguendo le recenti disposizioni in materia di contrasto alla diffusione del virus Sars-CoV-2, garantendo purificazione dell’aria, in termini di flusso e di portata, all’interno di tutti i locali.
“Siamo orgogliosi della nostra nuova palazzina che simboleggia pienamente il Dna di Unifarco: ricerca, attraverso l’uso degli impianti più moderni presenti sul mercato, attaccamento alle nostre origini e al territorio, grazie all’utilizzo degli abeti post Vaia per non farci mai dimenticare chi siamo e da dove veniamo, e sicurezza, per consentire ai nostri dipendenti di lavorare in un ambiente salubre e piacevole”, ha commentato Massimo Slaviero, amministratore delegato di Unifarco.