Coronavirus: proposta Sima, test sierologici rapidi ‘fai da te’ contro contagio

Roma, 2 set. (Adnkronos Salute) – “Per riuscire a tracciare al meglio la popolazione a rischio e contenere di conseguenza la diffusione del Covid, si dovrebbe puntare sull’utilizzo dei test sierologici rapidi (quelli eseguibili da chiunque su una goccia di sangue estratta col pungidito, tanto per intenderci). Il commissario Domenico Arcuri, del resto, già prima dell’estate ne ha ‘sdoganato’ l’uso, bandendo una gara d’acquisto per 2 milioni di test in vista della riaperura delle scuole, a beneficio di tutti i docenti e mi auguro anche per gli studenti”. Così Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima).
Secondo la Sima, in questa fase di recrudescenza epidemica post-lockdown è assolutamente prioritario testare il maggior numero possibile di persone. E i test diagnostici rapidi, nei fatti, rappresentano uno strumento epidemiologico fondamentale ed economicamente accessibile, almeno in sottogruppi di popolazione particolarmente numerosi – come i lavoratori di ogni tipologia di settore e in particolare per il comparto scuola – talmente numerosi da non poter essere tutti periodicamente sottoposti ai tamponi diagnostici (come è invece possibile e doveroso fare per i dipendenti del servizio sanitario e delle Rsa private).
“Non c’è alcun motivo per non consentire ai cittadini italiani di poter ritirare in farmacia, in caso di fornitura da parte della Asl come previsto ad esempio per tutti i docenti, oppure di acquistare liberamente test diagnostici rapidi pronti per l’utilizzo a domicilio in autodiagnosi, come avviene normalmente per la rilevazione della glicemia col pungidito da parte degli oltre 400 milioni di diabetici presenti nel mondo”, continua Miani.
“Nel caso dei docenti, l’esecuzione del test rapido in autodiagnosi (dietro fornitura da parte delle Asl alle farmacie o ai distretti sociosanitari) sarebbe utile anche per superare la criticità attuale legata al diniego dei medici di base che si stanno in larga misura rifiutando di eseguirli ai docenti che ne fanno richiesta. In tutti gli altri casi, le farmacie dovrebbero garantire a chi desidera acquistare i test informazioni chiare e complete non solo sui costi ma anche sui diversi gradi di attendibilità delle diverse tipologie di test in commercio, oggi disponibili anche su campioni salivari”, prosegue il presidente di Sima.
L’invito della Sima al Governo è quindi quello di consentire la distribuzione dei test sierologici rapidi nelle farmacie, sia quelli già acquistati dalle Asl e destinati ai docenti (ma in questi giorni si parla anche degli studenti) che non riescono ancora a essere eseguiti dai medici di famiglia, sia liberalizzando la possibilità di acquisto informato per l’autodiagnosi come avviene per i glucometri.

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