‘Su durata quarantena e isolamento si valuteranno riduzioni’

Milano, 28 set. (Adnkronos Salute) – L’epidemia di Covid-19 in Italia non ci sta sfuggendo di mano, ma “è sotto controllo” secondo Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza coronavirus. Al momento, spiega in un’intervista al ‘Corriere della Serra’, l’arma più efficace per contenere la ripresa dei contagi è “individuare subito i focolai per evitare che raggiungano dimensioni tali da dover ricorrere a lockdown. Non credo proprio ci sia il rischio di chiusure totali – afferma – però gli italiani dovrebbero dare un’altra prova di collaborazione: scaricare l’App Immuni, la migliore in Europa, la più garantista per la privacy”.
“Non ci sono state esplosioni di casi” di infezione da Sars-CoV-2, osserva Guerra. “E’ una lenta risalita di persone positive che non porta per il momento a intasamenti in ospedale. Il sistema di monitoraggio dà la possibilità di controllare con precisione e tempestività la situazione e di capire se peggiora”, evidenzia il rappresentante dell’Oms. Interrogato sul perché la Penisola sia messa molto meglio rispetto ad altre nazioni europee vicine, Guerra sottolinea che “gli italiani, a differenza di quanto si dice, sono molto disciplinati, a parte qualche episodio isolato di mancato rispetto delle regole. La gente ha capito che non si può scherzare. Inoltre il sistema di ricerca dei contatti è stato rafforzato con risorse umane e strumentali da ministero e Regioni. Siamo il primo Paese per numero di tamponi effettuati, con una logistica molto efficace disposta dal commissario straordinario”.
“Tutte le riaperture – rileva ancora l’esperto – sono state fatte a intervalli di 14 giorni, secondo i tempi di incubazione del virus e seguendo in maniera molto precisale raccomandazioni dell’Oms, che non a caso porta l’Italia ad esempio di come si riesca a riportare sotto controllo una situazione difficilissima. Dopo ogni apertura segue la verifica dell’impatto sulla circolazione del virus e, se positiva, si va avanti. Ogni riapertura ha un rischio implicito. Ora aspettiamo i dati di quelle di scuole, nidi, università e pubblico impiego. Queste considerazioni – ricorda – hanno portato il Cts a considerare inopportuno per il momento il ritorno del pubblico negli stadi. Aspettiamo almeno metà-fine ottobre, anche considerando quello che sta accadendo in Spagna e in Francia”.
Tornando a Immuni, il direttore aggiunto dell’Oms invita a ricordare che, “quando ordiniamo un pasto con Internet o acquistiamo un oggetto online, allora sì che siamo identificabili. Non capisco come mai si debba aver paura di una App che aiuterebbe invece a contrastare l’epidemia, specie con l’arrivo dell’autunno che porterà con sé un inevitabile aumento di casi Covid confondibili con l’influenza ordinaria”.
Quanto all’uso della mascherina all’aperto, “tecnicamente all’aperto non servirebbe, a meno di non trovarsi in luoghi confinati e affollati. La variabile però sono i comportamenti individuali – precisa Guerra – e non mi sento di criticare un amministratore che, conoscendo i propri con cittadini, sa come proteggerli. La mascherina ha anche un valore simbolico di allerta”. L’esperto risponde anche sui tamponi rapidi a scuola: “Sono uno strumento fondamentale – dice – perché permettono di intercettare subito i focolai e di procedere all’isolamento. Nel pieno della stagione influenzale sarà importantissimo poter distinguere rapidamente l’influenza dal Covid anche per non bloccare le classi”.
Infine la quarantena: “Si sta valutando la possibilità di ridurla” da 14 giorni a 10 “se un tampone successivo è negativo, ma per ora la raccomandazione rimane quella”. E l’isolamento? “L’Italia ha scelto la strada più sicura: l’isolamento viene interrotto quando il secondo tampone è negativo. Questo però potrebbe cambiare – non esclude Guerra – se dovessimo avere un aumento di casi positivi e quindi difficoltà a eseguire tamponi in maniera tempestiva. Rimane sempre valido e utilizzabile il criterio clinico che l’Oms ha validato, 10 giorni dalla diagnosi più 3 di completa mancanza di sintomi”.

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