Coronavirus: Ad Gilead, ‘politiche sanitarie scaleranno gerarchia priorità’

Roma, 30 set (Adnkronos Salute) – Più attenzione all’innovazione e al valore. L’effetto collaterale “positivo” della pandemia sul sistema dell’industria farmaceutica sta nell’aver indotto, in tempi estremamente rapidi, una vera rivoluzione copernicana sia nel modo di “pesare” il bene salute da parte della politica sia nelle modalità operative delle aziende Pharma. “Sono convinto che Covid-19 abbia, dopo decenni, riportato il tema della salute al centro dell’agenda politica, scatenando in pochi mesi una vera e propria rivoluzione strategica”, afferma Valentino Confalone, amministratore delegato di Gilead Italia, a Il Sole 24 Ore.
“La sanità e la salute sono passate da voci di spesa di consumo a investimenti misurati nel lungo periodo. Questo – prosegue Confalone – permetterà di invertire una tendenza che stava diventando insostenibile, creando una barriera economica all’innovazione: pensiamo solo che dal 2011 al 2019, anno in cui la spesa sanitaria si è progressivamente ridotta fino ad arrivare al 6,7% del Pil, si è arrivati a un soffio da quella che l’Oms propone come soglia per assicurare l’universalità, ovvero il 6,5%. L’emergenza Covid-19 ci ha fatto capire che questo trend dovrà essere assolutamente rovesciato, con una visione a lungo termine, e non solo in chiave di fondi per la sanità, sia essa mirata alla prevenzione che alla cura”.
L’esempio più classico di questa nuova visione che si imporrà in futuro è dato dalle terapie avanzate, caratterizzate da un alto costo, come le Car-T. “In futuro – aggiunge l’Ad di Gilead – probabilmente, non parleremo più solo di voce di spesa nell’immediato ma di valore a lungo termine per il singolo e per la sanità.
Questa ‘rivoluzione’ – sostiene Confalone – probabilmente, porterà alle necessità di partnership sempre più strette si tra aziende ed Istituzioni, con modalità di confronto migliori in chiave di programmazione e di accesso all’innovazione, sia tra le stesse aziende farmaceutiche, destinate ad unire gli sforzi come abbiamo visto per i vaccini per il virus Sars-CoV-2. Questi sviluppi ci porteranno sulla strada della ‘Connected Care’, attraverso la digitalizzazione, con un sistema che sarà sempre più sul territorio e con l’interscambio continuo di informazioni e dati tra questo e l’ospedale, con l’azienda che non è solo più fornitore di farmaci ma diventa “fonte” di servizi a 360 gradi per la gestione del malato, con supporto ai caregiver anche nel follow-up a distanza, come necessario, mantenendo l’esempio, dopo un trattamento con CAR-T”.
In questo panorama creato dalla pandemia e destinato a segnare i prossimi anni della sanità, Gilead si propone come protagonista. “Credo – conclude Confalone – che essere arrivati in tempo così breve a Remdesivir, prima terapia approvata per l’infezione da Sars-CoV-2, sia la miglior prova di quanto e come l’azienda sia leadership in virologia, con trent’ anni di esperienza e con una ‘biblioteca’ di molecole di grandissimo valore. Ma c’è di più e lo rivendico con orgoglio: la nostra responsabilità sociale ci ha permesso di dare immediatamente licenze volontarie a produttori di generici in 127 Paesi a basso reddito”.
“Inoltre, in chiave di rapporto con le istituzioni – precisa – Remdesivir è il primo farmaco che viene velocemente approvato ed acquistato dalla Commissione Europea con accesso rapidissimo e con la garanzia di una distribuzione equa, a riprova di quanto Covid-19 abbia accelerato i passaggi che prima potevano richiedere anni. Ma voglio segnalare come, oltre a ‘innovare’ i rapporti con gli stakeholder sociali e scientifici, questi mesi ci abbiano consentito di rinforzare e rendere basilare il secondo pilastro dell’azienda, dopo la virologia, ovvero l’oncologia e l’immuno-oncologia, grazie ai 10 accordi tra partnership ed acquisizioni siglati in un periodo così breve, ma di grande impatto sul futuro”, conclude.

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