Aids: ViiV Healthcare, nuovi dati positivi su switch a terapia a 2 farmaci

Milano, 12 ott. (Adnkronos Salute) – Il regime terapeutico anti-Hiv a 2 farmaci (2DR), costituito da dolutegravir/lamivudina, ha continuato a mostrare un’efficacia non inferiore rispetto alla continuazione di un regime a base di tenofovir alafenamide fumarato (Taf) di almeno 3 farmaci in adulti virologicamente soppressi con Hiv-1 che non hanno in precedenza sperimentato fallimento virologico. E’ quanto emerge dai risultati a 96 settimane dello studio ‘Tango’, presentati al congresso Hiv Glasgow 2020 da ViiV Healthcare, azienda globale specializzata nell’Hiv a maggioranza Gsk, in partecipazione con Pfizer Inc. e Shionogi Limited. I dati indicano che nessun partecipante trattato con dolutegravir più lamivudina e 3 partecipanti trattati con il regime basato su Taf sono andati incontro a fallimento virologico definito dal protocollo, e nessun partecipante ha sviluppato mutazioni di resistenza al fallimento.
“Per i medici che hanno atteso dati a lungo termine del regime dolutegravir/lamivudina in adulti con Hiv virologicamente soppressi, i risultati di Tango a 96 settimane dimostrano il mantenimento del profilo di efficacia e resistenza osservato nelle precedenti presentazioni dei risultati dello studio – commenta Stéphane De Wit, Head Infectious Diseases Saint Pierre University Hospital Bruxelles, tra gli autori – E’ anche significativo osservare che in uno studio pivotal così ampio nessun partecipante ha sperimentato fallimento virologico nel corso dei 2 anni di studio. Questi dati ci aiutano ad approfondire la nostra conoscenza relativa a dolutegravir/lamivudina come regime completo e ad ampliare la sua solida base di evidenze, fornendo ai clinici maggiore sicurezza nello switch da regimi a 3 farmaci basati su Taf a dolutegravir/lamivudina”.
Per Kimberly Smith, Head Research & Development ViiV Healthcare, “i risultati odierni dello studio Tango forniscono ulteriori evidenze che le persone che convivono con l’Hiv possono tenere sotto controllo il proprio virus con un regime di 2 farmaci basato su dolutegravir, riflettendo in tal modo i risultati consistenti che stiamo osservando nelle coorti di esperienze real world. A seguito dei risultati di ‘Gemini’ 1 e 2 presentati all’inizio di questa settimana per il trattamento di adulti naïve, questi esiti continuano a supportare l’inclusione di dolutegravir/lamivudina quale terapia raccomandata nelle linee guida internazionali per il trattamento dell’Hiv”.
La percentuale complessiva di eventi avversi – si legge in una nota – è stata simile in entrambi i bracci dello studio, con più eventi avversi di grado 2-5 correlati al farmaco nel braccio di dolutegravir/lamivudina (6%) rispetto al braccio del regime basato su Taf (2%). Le percentuali di eventi avversi erano simili tra i bracci di trattamento sia alla settimana 48 sia alla settimana 96.
I profili lipidici a digiuno erano simili ai risultati osservati alla settimana 48 e in generale a favore di dolutegravir/lamivudina: livello totale di colesterolo (Tc), lipoproteine a bassa densità (Ldl) e i trigliceridi hanno mostrato significative differenze a favore del braccio di dolutegravir/lamivudina, mentre le variazioni delle lipoproteine ad alta densità (Hdl) hanno favorito in modo significativo i regimi a base di Taf, senza differenze nei rapporti Tc/Hdl tra i bracci.
I risultati della settimana 96 hanno anche mostrato indicazioni di migliori esiti della funzionalità renale nel braccio dolutegravir/lamivudina; sono state osservate riduzioni della velocità del tasso di filtrazione glomerulare da parte della cistatina-C in entrambi i bracci, con una diminuzione significamente minore nel braccio dolutegravir/lamivudina. Il significato clinico di questi cambiamenti nei biomarcatori non è noto.

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