Aids: Le Grazie (Gilead), ‘In Italia 18mila persone con Hiv non sanno di averlo’

Roma, 13 ott. (Adnkronos Salute) – “L’infezione da Hiv nel nostro Paese è ancora sommersa: si stima che in Italia siano ben 18mila le persone affette dal virus ma che non sanno di averlo. Il nostro impegno come azienda è quello di andare oltre la ricerca, collaborando con associazioni di pazienti, clinici e istituzioni per prevenire la diffusione dell’Hiv ma anche per migliorare la qualità di vita di chi lo ha contratto e per portare mantenere alta l’attenzione sull’importanza del virus che dovrà tornare protagonista nell’agenda politica”. Lo ha affermato Cristina Le Grazie, direttore medico di Gilead Italia, durante la presentazione di Together we can stop the virus, la campagna promossa da Gilead Sciences e realizzata con il contributo di 10 associazioni di pazienti.
“Per farlo, in questo caso, abbiamo utilizzato il linguaggio universale dell’arte, perché permette di raggiungere più persone, trasferendo concetti importanti di cui spesso non si parla. Si tratta di un’iniziativa corale – ha ricordato Le Grazie – nella quale sono coinvolte le associazioni dei pazienti, la comunità scientifica, noi come azienda. Insieme, come recita lo slogan, si possono realizzare una serie di iniziative che vanno aldilà della diagnosi e della terapia, per mantenere alta l’attenzione verso l’infezione. Purtroppo Covid-19 ci insegna che non è possibile combattere questa battaglia su un unico fronte e con un’unica armata ma tutti, con i propri comportamenti e le proprie consapevolezze, possono realizzare obiettivi ambiziosi”.
Per Sandro Mattioli, presidente dell’Associazione Plus, persone Lgbt+ sieropositive e co-presidente Icar2020Italian Conference on Aids and Antiviral Research, le persone con Hiv così come altre “sono state messe da parte e ci sono preoccupazioni per il futuro prossimi immediato rispetto alla ripartenza, soprattutto sul come verranno gestite svariate decine di migliaia di persone. Sono previsti sicuramente dei cambiamenti, per questo motivo come associazione di pazienti chiediamo di essere coinvolti nelle varie azioni che ci riguardano direttamente”.

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