Coronavirus: Usa, uomo si ammala due volte e la seconda è più grave

Roma, 13 ott. (Adnkronos Salute) – Una volta guariti da Covid-19 non sempre si è protetti contro il virus. Lo sa bene un uomo del Nevada, negli Stati Uniti, che ha contratto il coronavirus due volte, e la seconda infezione si è rivelata molto più pericolosa della prima, riferiscono i medici. Oltretutto si tratta di un uomo giovane, che non aveva precedenti problemi di salute, come precisano i sanitari descrivendo il suo caso. Nonostante ciò, il ragazzo di 25 anni ha avuto bisogno di cure ospedaliere, dal momento che i suoi polmoni non riuscivano a ossigenare l’organismo. Ora il paziente sta meglio, ma lo studio su ‘Lancet Infectious Diseases’ solleva nuovi interrogativi sull’immunità sviluppata dopo un’infezione.
L’uomo, precisano i medici, non aveva problemi di salute noti o difetti immunitari che lo avrebbero reso particolarmente vulnerabile a Covid-19. I primi sintomi si sono manifestati il 25 marzo scorso, e il primo tampone positivo risale al 18 aprile. Dal 27 aprile il paziente non aveva più sintomi e il 9 e poi il 26 maggio risulta negativo ai test, ma il 28 maggio si ripresentano i sintomi. Così il 5 giugno il giovane risulta positivo per la seconda volta ed è ipossico. Secondo i medici il paziente ha contratto il coronavirus due volte: a dirlo è il confronto dei codici genetici del virus da prelievi effettuati mentre il paziente era sintomatico. Le sequenze erano troppo diverse per essere causate dalla stessa infezione.
“I nostri risultati segnalano che una prima infezione potrebbe non proteggere necessariamente da futuri contagi”, commenta Mark Pandori, dell’Università del Nevada. “La possibilità di reinfezioni potrebbe avere implicazioni significative per la nostra comprensione dell’immunità Covid-19”. Insomma, alla luce di questo caso, secondo Pandori, anche le persone che sono guarite da Covid dovrebbero continuare a seguire le linee guida relative al distanziamento sociale, alle mascherine per il viso e al lavaggio delle mani.
Gli scienziati di tutto il mondo, infatti, sono ancora alle prese con la spinosa questione del coronavirus e dell’immunità. Tutti diventano immuni? Anche persone con sintomi molto lievi? Quanto dura la protezione? Queste sono domande molto importanti per capire come il virus ci influenzerà a lungo termine e potrebbero avere implicazioni sulla ricerca di vaccini ma anche su strategie come, ad esempio, la contestata immunità di gregge. Finora però la reinfezione sembra essere rara: ci sono stati solo pochi esempi persone che si sono ammalate più volte, su oltre 37 milioni di casi confermati. Segnalazioni da Hong Kong, Belgio e Paesi Bassi indicano che le nuove infezioni erano meno gravi delle prime. Mentre un paziente in Ecuador è stato peggio la seconda volta, proprio come il caso statunitense, ricorda la Bbc online.

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