Energia, è online nuova newsletter Gme

Roma, 15 ott. (Adnkronos) – È online, scaricabile dal sito , il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento di Chiara Proietti Silvestri del Rie sui cambiamenti alla finanza verde alla luce del Covid e del varo dei Green bond. Secondo la ricercatrice del Rie “l’emergere della questione ambientale-climatica come prioritaria nell’agenda dei governi, della società civile, delle istituzioni europee ha attirato l’interesse dei mercati finanziari, con una crescita esponenziale di strumenti di debito ‘verdi’, volti a finanziare la transizione energetica verso le tecnologie low-carbon. In particolare, il mercato dei green bond, focalizzati su progetti di mitigazione dell’impatto ambientale e di efficientamento energetico, ha registrato nel 2019 una crescita notevole superando i 250 miliardi di dollari”.
Il 2020, invece, segnato dalla tragedia della pandemia da Covid-19, “ha fatto emergere nuove priorità sociali, politiche, economiche a cui anche la finanza sostenibile si sta forzatamente allineando. La grande richiesta di capitali per affrontare l’emergenza sanitaria e finanziare la ripresa ha così ridimensionato il ruolo importante che avevano assunto le obbligazioni verdi”, ha osservato Proietti Silvestri.
Proprio la diffusione del virus Covid-19 quest’anno “ha fortemente influito sulla dinamica del mercato finanziario nel primo semestre del 2020”. Innanzitutto, è da registrare “la battuta d’arresto nelle emissioni di green bond che, dall’essere preponderanti nel mercato della finanza sostenibile, hanno registrato nel primo semestre un calo del 26% rispetto al 2019, con emissioni per 92 mld doll”, ha spiegato l’analista del Rie secondo la quale che “ai vertici della classifica, si confermano gli Stati Uniti e la Francia che complessivamente sono responsabili di oltre 30 mld doll. di obbligazioni verdi; seguono Paesi Bassi, Germania e, in forte salita, la Spagna che balza al quinto posto in aumento di cinque posizioni rispetto al 2019. Grande assente la Cina, che scivola al settimo posto con meno di 5 miliardi di green bond emessi”.
Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese “risulta meno dinamico rispetto al 2019 se non per il fatto che il governo sta valutando l’emissione del suo primo green bond sovrano nel secondo semestre dell’anno – ha proseguito Proietti Silvestri -. Altra novità del 2020 è l’exploit dei social bond nel mercato del debito sostenibile. Con lo scoppio della pandemia e il successivo lockdown, si è registrata una forte crescita di obbligazioni sociali, ovvero bond che finanziano progetti con obiettivi di cui beneficia la collettività quali il miglioramento della sicurezza alimentare, l’accesso all’istruzione e l’assistenza sanitaria”.
“Secondo Morgan Stanley – ha precisato la ricercatrice del Rie -, nel solo mese di aprile sono stati emessi 32 miliardi di dollari tra obbligazioni sociali e di sostenibilità, superando per la prima volta il valore dei green bond emessi nello stesso periodo. La pandemia, infatti, ha accelerato l’interesse degli emittenti privati per progetti di mitigamento dei rischi sociali ad essa collegati, determinando l’aumento di strumenti idonei al loro finanziamento”.
La crisi del Covid-19, insomma, non ha ridotto la preferenza degli investitori per gli investimenti sostenibili, che rispondono ai criteri Esg, “ma li ha direzionati verso gli aspetti sociali e di governance – la parte ‘S’ e ‘G’ dell’acronimo – che riguardano specialmente il modo in cui rispondere all’emergenza pandemica in corso. Se questo sforzo di investimenti sarà sufficiente ad accelerare il processo di decarbonizzazione, è tutto da valutare”, ha affermato Proietti Silvestri, a giudizio della quale “guardando ai dati della decarbonizzazione, si arriva alla medesima conclusione”.
“Tuttavia – ha aggiunto la ricercatrice del Rie -, bisogna considerare che la crisi economica derivante dalla pandemia ha reso ancor più incerte le prospettive di investimento future, potendo costituire un ostacolo più che un trampolino per la decarbonizzazione. La neutralità carbonica, infatti, richiede investimenti per 50.000 miliardi di dollari al 2050 e una prolungata recessione globale potrebbero ostacolare questo processo. C’è insomma ancora molta strada da fare e per ora la transizione energetica in corso non sembra assumere una dimensione tale da poter contrastare il cambiamento climatico in linea con le prescrizioni formulate dall’Ipcc. Per contenere la crescita della temperatura mondiale almeno entro i 2°C, servono maggiori investimenti nelle tecnologie low carbon e azioni congiunte della politica internazionale. D’altronde, a problemi globali corrispondono soluzioni altrettanto globali. Che è poi la lezione più importante che il virus ci sta insegnando”, ha concluso Proietti Silvestri.
All’interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all’analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities. La nuova pubblicazione Gme riporta, inoltre, come ormai è consuetudine, i dati di sintesi del mercato elettrico per il mese di settembre 2020.