Povertà educativa, Italia in crisi già prima del Covid

Roma, 16 ott. – (Adnkronos) – Vivono in case piccole, in quartieri degradati e non infrastrutturati: manca il tempo pieno a scuola, non ci sono teatri e centri sportivi; e i genitori vivono costantemente nell’incertezza dello stipendio e del reddito. Succede in Italia dove circa 9 mln e mezzo di bambini e ragazzi vivono in povertà relativa e assoluta. Da nord a sud: sono le periferie urbane ma anche le zone interne del paese che vivono situazioni di isolamento e spopolamento.
E al disagio economico e sociale si affianca anche la povertà educativa minorile: “una vera e propria crisi; un’esclusione inaccettabile per un paese come il nostro che fa pochi figli e che mette a rischio lo sviluppo del paese” spiega all’Adnkronos, Marco Rossi Doria, vicepresidente di ‘Con i Bambini’. Un dato su tutti: ben un minore ogni sette lascia prematuramente gli studi (Save the children) e quasi la metà dei bambini e degli adolescenti non ha mai letto un libro.
Il lavoro di ‘Con i Bambini’ – Si tratta di una società senza scopo di lucro che ha per oggetto l’attuazione dei programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria e sostiene progetti capaci di attivare educativamente il territorio.
Come contrastare il fenomeno – “Soprattutto in questa fase di ripresa – sottolinea Rossi Doria – il ruolo del terzo settore è fondamentale. Noi pensiamo che bisogna applicare il principio di sussidiarietà presente nell’articolo 108 della nostra costituzione e fare dei veri e forti patti territoriali tra scuole, terzo settore e comuni per intervenire dove c’è bisogno per sostenere le famiglie, la genitorialità fragile, le difficoltà vere nell’educare i propri figli”.
Inoltre, aggiunge Rossi Doria, “stiamo anche facendo un’advocacy nei confronti dello Stato in questo passaggio delicato: una parte del recovery fund una parte deve ricadere in termini di potenziamento dei progetti educativi. Non possiamo andare avanti solo con i soldi delle banche, dobbiamo andare avanti con i soldi del recovery fund che sono dedicate alle nuove generazioni che ne pagheranno il debito”.
Progetti concreti: Lavori in corso – Per mitigare il problema della povertà educativa in alcune aree del nostro Paese attraverso una rigenerazione sociale, culturale e ambientale, nasce il nuovo progetto nazionale ‘Lavori in Corso-adottiamo la città’, selezionato da ‘Con i Bambini’ nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e finanziato con oltre 1 milione mezzo di euro. Un progetto innovativo, guidato da Legambiente in collaborazione con i partner Anpas Lazio, Università La sapienza, EuroUsc s.r.l., Disamis s.r.l. e 4 comuni partner: Palermo, Pisa, Sant’Arpino e Tolentino.
Protagonisti del progetto 3900 minori, di età compresa tra i 9 e i 14 anni, provenienti da 5 Istituti scolastici in 5 quartieri periferici d’Italia. I dati raccolti sui minori e le loro famiglie dai 5 istituti scolastici partner di progetto (I.C.Lucatelli-Tolentino; I.C. Gamerra-Pisa; I.C. Cornelia 73-Roma; I.C. Rocco Cav.Cinquegrana-Sant’Arpino; Centro diaconale La Noce – Palermo) rispetto alle difficili situazioni sociali e di isolamento familiare e culturale in cui si trovano costretti a vivere i minori, sono una fotografia rappresentativa di tante zone più periferiche del nostro Paese, che non vengono raccontate abbastanza.
Dai dati si evince che su 3900 minori considerati, quasi il 13% ha disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento, circa il 9% dei destinatari vivono in povertà, in carico ai servizi sociali e con almeno un genitore con problemi penali. Il 6% sono minori immigrati di prima generazione, il 3% quelli di seconda generazione.
Tra i destinatari indiretti del progetto vi sono poi circa 4000 persone tra genitori, familiari, insegnanti, educatori, volontari e società civile interessata per circa 1700 nuclei familiari. Anche rispetto alle famiglie i dati non sono affatto confortanti: il 51% ha almeno un genitore disoccupato, il 10% sono le famiglie segnalate o seguite dai servizi sociali o con un genitore in esecuzione penale e sono poco più del 12% le famiglie monoparentali.
La scuola al tempo del Covid-19 – La pandemia ha reso ancora più necessario offrire servizi e creare vere opportunità per questi ragazzi. In generale però “penso che la scuola durante il lockdown abbia fatto miracoli, un vero grande presidio della Repubblica, ha messo d’accordo famiglie e scuole seppure con tutti i limiti ovvi della didattica a distanza. Adesso la scuola è ripartita con grande senso di responsabilità e ha dato un’ennesima prova di competenze e capacità”.
“Vorrei guardare il futuro con fiducia, c’è un protagonismo dal basso, di insegnanti, genitori, dirigenti scolastici e ragazzi, per ora straordinario. Stiamo chiedendo a questi ragazzi qualcosa di importante. Questa pandemia ci lascerà una generazione straordinaria che ha lavorato con il limite e ha mostrato grande responsabilità a differenza di altre generazioni e questo lo dico da educatore” conclude Rossi Doria.
(di Loredana Errico)