Coronavirus: medici famiglia premiati da Mattarella, ‘Vo Euganeo ci ha cambiati’

Roma, 19 ott. (Adnkronos Salute) – Un’esperienza che “ha cambiato per sempre il modo di curare e assistere i pazienti”. Così Paolo Simonato, Luca Sostini e Mariateresa Gallea, i tre giovani medici di famiglia che nei giorni più duri della pandemia hanno deciso di andare ad aiutare i colleghi di Vo’ Euganeo (Padova) colpiti dal coronavirus, ricordano oggi quel periodo in trincea. Domani i tre dottori saranno al Quirinale dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, consegnerà le onorificenze al merito della Repubblica italiana (Omri), conferite il 3 giugno scorso a cittadini di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus.
“E’ un bel riconoscimento che capita una volta nella vita – afferma Simonato all’Adnkronos Salute – Avrei preferito ci fosse una altra atmosfera nel Paese ma sapevo che con l’arrivo dell’autunno ci sarebbe stata un secondo picco, era inevitabile. Vedo però che a differenza di marzo c’è più attenzione”.
Anche Luca Sostini ricorda con emozione i giorni di Vo’ Euganeo quando venivamo chiamati ‘eroi’ dall’opinione pubblica. “Rispetto al passato oggi siamo molto più preparati – sottolinea – in quei giorni in piena pandemia a ‘Vo Euganeo si rispettavano severamente le misure di protezione, ma bastava spostarsi di pochi chilometri e la gente si assembrava come niente fosse. Oggi non è così, la coscienza del Paese è davvero cambiata”.
A marzo la Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia, lancia un appello su WhatsApp per aiutare i colleghi in difficoltà, o colpiti dal virus, nel comune veneto a curare i loro assistiti. “La vita della popolazione e la nostra, dei professionisti della sanità, è cambiata. Non siamo robot e siamo stati molto toccati dal punto di vista umano”, avverte Mariateresa Gallea.
“Per me domani sarà una emozione grandissima – continua Gallea – è una cosa davvero importante poter essere premiati dal presidente Mattarella. Sono anche contenta che questo avvenga insieme ai colleghi. Io continuo a fare la guardia medica e, purtroppo, vedo che i casi Covid stanno aumentando. Ma rispetto a marzo le persone sono più informate, più sensibilizzate sul tema delle protezioni”.
Tra i tre c’è anche chi non era proprio sicuro di venire a Roma. “Dopo il Dpcm di ieri volevo annullare – spiega Sostini – però poi è stata troppo forte la voglia di esserci per una cosa irripetibile”. C’è una eredità che rimane del lavoro svolto nella zona rossa di ‘Vo Euganeo? “Di approcciare in maniera accorta qualunque situazione clinica si presenti – continua Sostini – Dal trauma alla malattia cronica, ogni persona potrebbe essere un possibile contagiato asintomatico. Ora però siamo anche più consapevoli di cosa serve per frenare la diffusione: la mascherina, il distanziamento sociale, l’igiene. A marzo era ancora tutto in divenire”. “Oggi speravamo di poter festeggiare la fine di una pandemia, ma il virus non ci ha mai abbandonati, essere tornai indietro ci fa festeggiare con l’amaro in bocca”, conclude Simonato.

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