Coronavirus: l’indagine nel mondo, sì a vaccino associato a fiducia nel governo

Roma, 20 ott. (Adnkronos Salute) – Sebbene la maggior parte delle persone direbbe sì al vaccino contro Covid-19 se si dimostrerà sicuro ed efficace, l’esitazione dei no-vax potrebbe bloccare gli sforzi globali per ottenere l’immunità di una comunità. Fra i meno scettici giovani e donne. Lo suggerisce uno studio pubblicato su ‘Nature Medicine’ che ha coinvolto 19 Paesi: Brasile, Canada, Cina, Ecuador, Francia, Germania, India, Italia, Messico, Nigeria, Polonia, Russia, Singapore, Sudafrica, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Gran Bretagna e Usa.
Nel giugno 2020, il team di Jeffrey Lazarus del Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), dell’University of Barcelona (Spagna) ha intervistato 13.426 persone per vedere se avrebbero accettato di sottoporsi alla vaccinazione contro Covid-19. Ebbene, il 71,5% ha riferito che sarebbe propenso a fare il vaccino se il prodotto si fosse dimostrato sicuro ed efficace, e il 61,4% ha assicurato si sarebbe vaccinato se il datore di lavoro lo avesse raccomandato. Ma sono state notate parecchie differenze tra Stato e Stato, con tassi di accettazione che vanno da quasi il 90% (Cina) al 55% (Russia). I Paesi con tassi di accettazione elevati tendevano ad essere asiatici e con una forte fiducia nei governi centrali (Cina, Corea del Sud e Singapore), seguiti da paesi a reddito medio (come Brasile, India e Sud Africa). Le persone sono risultate meno propense ad accettare un vaccino obbligatorio, piuttosto che raccomandato, dal loro datore di lavoro, il che suggerisce che raccomandare il vaccino sia una strategia più efficace per ottenere un risultato positivo.
E ancora: i giovani sono più propensi ad accettare un vaccino raccomandato dal loro datore di lavoro, mentre gli uomini erano generalmente meno inclini a dire sì alla vaccinazione anti-Covid rispetto alle donne. “Questo – sottolineano i ricercatori – è il primo studio a valutare specificamente l’accettabilità globale di un vaccino contro Covid-19”. Ma gli autori “sono preoccupati per i bassi livelli di accettazione a livello regionale”.
Le ragioni di quella che i ricercatori chiamano esitazione vaccinale “devono essere comprese e affrontate, altrimenti c’è il rischio di ritardare il controllo globale di questa pandemia”. Gli autori sostengono che le autorità devono fare di più che dichiarare semplicemente che un vaccino è sicuro ed efficace. Le strategie messe in campo devono affrontare e dare risposte alle preoccupazioni specifiche della comunità e tener conto di credenze religiose e filosofiche. I governi, suggeriscono i ricercatori, dovrebbero fornire consigli chiari e coerenti e una comunicazione sanitaria credibile e culturalmente informata sarà cruciale per influenzare l’adozione del vaccino.

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