Coronavirus: l’allarme, ‘con nuovo lockdown malati cronici peggioreranno’

Roma, 22 ott. (Adnkronos Salute) – “La pandemia di Covid-19 ha fatto sentire e continua a far sentire più o meno direttamente i suoi effetti sui malati cronici. Risulta che negli ultimi mesi le visite siano sensibilmente diminuite, con conseguente riduzione di nuove diagnosi e di aggiornamenti clinici su quadri patologici già diagnosticati e in ‘follow-up’. Un nuovo lockdown porterebbe a un grave peggioramento delle loro condizioni di salute”. E’ l’allarme lanciato da Mauro Minelli, specialista in Immunologia clinica e Allergologia, docente di Igiene generale e applicata all’UniPegaso e referente per il Sud Italia della Fondazione medicina personalizzata, commentando l’ipotesi di un nuovo blocco a livello nazionale.
“Oramai da molti anni la prima voce di spesa nei bilanci dei servizi sanitari delle società occidentali sono le malattie croniche, pur essendo – così come si continua a desumere dai rapporti ufficiali annualmente pubblicati – le uniche a non beneficiare di interventi strutturali e delle appropriate scelte politiche in favore della salute pubblica – sottolinea Minelli all’Adnkronos Salute – Dai vari rapporti annuali, alla cui elaborazione partecipano le tante associazioni rappresentative di decine di migliaia pazienti, si evince che circa il 40% degli italiani soffre di almeno una delle tante malattie croniche, al primo posto sembra esserci attualmente l’ipertensione (17,4%), seguita dalla artrosi/artrite (15,9%) e dalle malattie allergiche (10,7%)”. Da qui l’appello di Minelli alle istituzioni.
“Servono urgentemente interventi mirati, perché le malattie infiammatorie a lunga decorrenza non sono meno gravi di Covid-19 e ulteriori ritardi nella programmazione e assistenza rischiano di compromettere le possibilità di stabilizzazione clinica magari faticosamente acquisita, con possibili ripercussioni in termini di aggravamento di patologie per loro natura invalidanti ed evolutive – avverte – Per questi motivi, nell’intento di affrontare con efficacia (o con più efficacia rispetto al recente passato) queste nuove fasi Covid, sarebbero quanto mai necessari, intanto, il più volte richiamato potenziamento della medicina del territorio, ma anche la riattivazione degli screening, percorsi sinergici tra specialità diverse (spesso tra loro non sincroni) per abbreviare la permanenza in ospedale, meno ostacoli burocratici per le tutele sociali, con investimenti importanti nel campo strategico della medicina di precisione”.

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