Coronavirus: tamponi ‘drive-in’, sui social monta la protesta per le code

Roma, 22 ott. (Adnkronos Salute) – L’Italia non è un Paese per i tamponi nei ‘drive-in’. Parafrasando un film di qualche anno fa è questa la situazione che emerge nei commenti sui social, spesso nella pagine degli assessorati regionali alla Sanità, della varie città che hanno lanciato, rincorrendo spesso la curva epidemica sempre più in salita, i famosi ‘drive-through’ o postazione per effettuate i test rapidi senza scendere dalla macchina. Sono stati predisposti a Roma, a Milano, a Firenze, a Torino, a Bologna e a Bari. Una delle situazioni più ‘calde’ per i ‘drive-in’, visto anche l’enorme bacino di popolazione, è quella della Capitale. Sulla pagina social dell’assessorato alla Sanità della Regione Lazio, ‘Salute Lazio’, sono molti i commenti e i racconti di disservizi piccoli e grandi che hanno vissuto i cittadini.
In cima alla classifica ci sono le code e le attese per il tampone. Un utente posta la sua esperienza: “Asl Roma 5 Guidonia, il tampone fatto il 20 ottobre. Codice con Sms arrivato per la lettura con 2 giorni di ritardo dopo numerosi solleciti telefonici, mail inviate a tutti gli indirizzi possibili della Asl di riferimento, nonché al laboratorio analisi di Tor Vergata da dove arriva il referto. Ad oggi nessun referto. Che amarezza. Così si chiede la collaborazione dei cittadini. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma il sistema non funziona”. C’è poi chi chiede all’assessorato di intervenire. “Vi siete accorti della situazione del drive in di Togliatti oggi? C’erano anche i vigili…”, scrive Fabio F. “Nel drive-in del Santa Lucia non si fa in tempo a fare la prenotazione che è già tutto pieno. Quando metteranno nuovi orari?”, si chiede Silvia L.
L’emergenza è comunque vissuta senza alzare troppi i toni. E c’è chi riesce anche a trovare il tempo e la voglia per aiutare gli altri utenti suggerendo gli orari migliori per prenotarsi online per il tampone rapido, nelle ore ‘piccole’ ovviamente, oppure in quale ‘drive-in’ la situazione è da ‘semaforo verde’. Insomma, ci si attrezza per superare la nottata.

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