Coronavirus: Kondili (Iss), ‘con 6 mesi ritardo in cure Hcv 500 morti evitabili’

Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) – “Gli screening per l’epatite C devono procedere rapidamente affinché la malattia non progredisca: con un ritardo di solo 6 mesi nel trattamento tra 5 anni potremmo avere 500 morti evitabili”. A lanciare l’allarme Loreta Kondili, medico ricercatore del Centro nazionale per la salute globale dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) e responsabile della piattaforma italiana per lo studio delle terapie delle Epatiti Virali (Piter), al ‘Festival della salute globale’, nella sessione “Insieme contro l’Epatite e l’Hiv in tempo di Covid, alla ricerca del virus, organizzata con il contributo non condizionato di Gilead Sciences.
“Oggi emerge come prioritario un ampliamento degli screening, ossia la ricerca attiva dell’infezione nelle persone che non sanno di essere affette dal virus dell’epatite C”, dice Kondili. “La politica ci ha dato una mano: a febbraio è stato approvato l’emendamento al Decreto Milleproroghe che ha stanziato 71,5 milioni di euro in 2 anni per gli screening, ma manca ancora il Decreto attuativo. Si stimano circa 280mila persone ancora ignare di avere l’infezione da epatite C. Dobbiamo rivolgerci alla coorte di individui nati tra il 1969 e il 1989 e alle cosiddette ‘key population’: tossicodipendenti e detenuti”.
“Numerose evidenze scientifiche mostrano che la prevalenza dell’infezione è più alta in queste popolazioni: si stima che in Italia l’infezione riguardi 150mila persone che abbiano fatto uso di stupefacenti per via endovenosa, recentemente o in passato, e 80mila che hanno fatto tatuaggi nel passato con procedure carenti di adeguati controlli igienico sanitari. Gli screening devono procedere rapidamente affinché la malattia non progredisca: si è stimato che durante la pandemia da Covid-19, un ritardo di solo 6 mesi nel trattamento (e adesso siamo ben oltre) tra 5 anni potrebbe provocare 500 morti, che invece sarebbero evitabili se il ritardo non si verificasse o se si riuscisse a recuperare rapidamente”.
Il Covid-19 – hanno concluso gli eseprti – ci ha insegnato come sia possibile grazie agli attuali screening dedicati poter abbinare altri test di assoluta semplicità e facilità di esecuzione, per far emergere il ‘sommerso’ ovvero l’enorme numero di pazienti, stimati in oltre 300mila, ancora inconsapevoli di avere contratto anni fa il virus dell’Epatite C, che può essere mortale per le complicanze che potrebbe avere se non trattato, provocando cirrosi ed epatocarcinoma.

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