Coronavirus: Nursing Up, ‘in Italia 500 infermieri al giorno positivi a Covid’

Roma, 16 nov. (Adnkronos Salute) – “Dal 5 novembre scorso, ogni giorno registriamo un aumento che oscilla tra i 450 e i 500 infermieri contagiati” dal Covid-19. “Fermiamo adesso un treno che corre a massima velocità, libero e che rischia di schiantarsi alla fine dei binari. Altrimenti entro il 15 dicembre rischiamo concretamente di arrivare a 15mila infermieri contagiati in più rispetto ai 10mila che si contano fino a oggi”. E’ l’allarme lanciato dal presidente nazionale del sindacato degli infermieri Nursing Up, che cita numeri di un loro report costruito incrociando dati dell’Istituto superiore sanità con quelli Inail.
“Numeri drammatici di una seconda ondata – prosegue – che non doveva essere gestita in questo modo approssimativo e scellerato da un governo che solo oggi, di fronte a 48 decessi di professionisti della sanità, di fronte a oltre 50mila operatori sanitari che si sono ammalati dal febbraio scorso, ci regala barlumi di speranza stanziando 335 milioni di euro che altro non saranno che 100 euro in più nelle nostre busta paga”. “La nostra indagine sindacale ha avuto inizio il 5 novembre scorso. La media è davvero preoccupante: ogni giorno almeno mille operatori sanitari in più rimangono infettati. La metà – riferisce De Palma – sono chiaramente infermieri”.
“Se il trend dovesse rimanere lo stesso e se cominciassimo oggi a ricalcolare il numero dei professionisti che si contagiano – aggiunge – arriveremmo al 15 dicembre con cifre da film del terrore. Ovvero 15mila infermieri ammalati di Covid che andrebbero aggiunti ai 10mila che già si calcolano dal 15 ottobre al 15 novembre. E’ davvero questo quello che vogliamo?”, chiede. “Invitiamo i governanti ai vari livelli ad adoperarsi per tutelare la salute dei cittadini italiani. Senza infermieri questo governo si prepari ad assistere al crollo inesorabile del sistema!”, ammonisce. “Campania e Lombardia, messe insieme, fanno registrare in questo momento 2mila infermieri contagiati nell’ultimo mese. Insomma, qualcuno fermi un treno che corre alla massima velocità verso un enorme precipizio, qualcuno pensi ai passeggeri a bordo del convoglio”, conclude De Palma.

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